venerdì 9 gennaio 2015

CAVALIERI - 29/08/2032 - SANTHIAGO

La prima parte era fatta. L'armatura aveva risposto bene ai suoi movimenti, amplificando notevolmente le sue gracili capacità fisiche.

Prima di procedere oltre pensò - Appunto mentale, cercare informazioni su Kevin Logue -

 Ora sul tetto, prima di spegnere la sua invisibilità, controllò che sui tetti lì intorno non ci fossero cecchini appostati che potesserlo vedere. (Ipotizzo non ci sia nessuno, altrimenti ovviamente cambierò il post).
Disinserita l'invisibilità dalla sua armatura, si avvicinò al lucernaio da cui provenivano i mugugni. Si avvicinò cauto per osservare cosa stava succedendo di sotto.
Poi si spostò attorno a tutti i lucernai per capire se ce ne fosse per caso qualcuno aperto.

giovedì 8 gennaio 2015

CAVALIERI - 29/08/2032 - Sceneggiatore

Santhiago rimase per qualche istante a guardare gli agenti, immobili e con le pistole spianate in direzione dell'entrata del Museo, riflettendo sul da farsi.
L'avvicinarsi alle forze dell'ordine chiedendo semplicemente ragguagli sulla situazione non gli pareva l'idea migliore; nei giorni che avevano segnato l'inizio della sua attività come vigilante, agenti e detective non si erano mai trovati a sostenere pubblicamente il suo operato, considerandolo una "grave e illecita dimostrazione di una giustizia privata che non si confaceva alle regole di una società democratica".
Qualunque cosa volesse davvero significare.
Restava quindi una sola soluzione, volendo comunque entrare all'interno del Museo.


L'eroe armeggiò per qualche attimo con i comandi della propria armatura, che venne poi istantaneamente ricoperta da un leggerissimo campo di rifrazione della luce, rendendolo totalmente invisibile all'occhio umano; era uno dei gadget di cui più andava fiero, tra quelli che componevano la sua armatura potenziata, nonostante la rifrazione dei raggi solari facesse precipitare dolorosamente la temperatura dell'abitacolo.
Sicuro di essere nascosto, quindi, procedette in direzione del picchetto della polizia.

Le urla dell'uomo in giacca e cravatta arrivarono alle sue orecchie ben prima che Santhiago potesse capire che erano dirette verso la cornetta di un gigantesco e anacronistico cordless (probabilmente collegato con la centrale). Qualche poliziotto girò la testa in direzione dei suoi passi, ma la loro concentrazione fornì a Santhiago un ulteriore "mantello dell'invisibilità".
Muovendosi con calma e massima cautela, il cavaliere in armatura tecnologica superò le macchine appostate e gli agenti, dirigendosi verso la struttura del Museo: distrattamente, sentì l'uomo urlare a più riprese e con astio il nome di un certo "Kevin Logue", che non fece presa nella sua mente.

Raggiunto il colonnato antistante l'entrata del Museo, Santhiago vi appoggiò le mani guantate sopra e si diede una poderosa spinta, raggiungendo il tetto della struttura in un balzo.
Lo scontro della sua armatura con le tegole del tetto attirò l'attenzione della polizia; gli agenti abbassarono le armi, guardandosi attorno confusi, fatto che strappò un sorrisetto a Santhiago.

Aveva funzionato.

Davanti a lui si aprì una fitta schiera di ampi lucernari quadrati, che sapeva essere divisi in gruppi di due per ogni stanza del Museo.
Da uno di quelli alla sua destra, provenivano mugugni e urla soffocate: dalla distanza, Santhiago non riuscì a comprendere nulla di intellegibile, ma di sicuro qualcuno stava urlando contro qualcun altro.


NON GDR
Grazie a una strabiliante prova di Muscoli, hai raggiunto il tetto senza fatica (29 contro 3), ma la precedente prova di Intelletto fatta all'udire  il nome di Kevin Logue, purtroppo, non ha sortito effetto. Non ricordi di aver mai sentito prima questo nome.
Il lucernario da cui provengono i rumori è a pochi passi da te... come decidi di muoverti?
Ti ricordo che, avendo attivato il Potere "Invisibilità", ora i tuoi valori di Vigore e Salute sono (rispettivamente) di 5 e 9.
Se decidessi di rimanere ancora invisibile, essendo questo un Potere a manifestazione Mantenuta, dovrai spendere ancora 4 punti Vigore.

CAVALIERI - 29/08/2032 - SANTHIAGO

- Bene ci siamo - pensò Santhiago.

La tensione lo stava divorando. Ora che fare? Sicuramente voleva agire di nascosto da tutto e tutti. Non voleva farsi pubblicità. Troppo pericolosa. Un'arma a doppio taglio. 

- Tutti quei fumetti Marvel che ho letto almeno sono serviti a qualcosa -

 - Il tetto. Ogni museo che si rispetti ha un ingresso sul tetto. Almeno nei fumetti ce n'è sempre uno... -  

Sorrise a quel pensiero un poco stupido. Ma decise che valeva la pena provarci. Era la prima volta che avrebbe usato il meccanismo che gli avrebbe garantito di non essere visto (sotto trovi le caratteristiche del potere Invisibilità). 


L'idea era molto semplice. Usando il potere dell'invisibilità avrebbe raggiunto il tetto del museo. Poi in base a quello che avrebbe trovato avrebbe deciso il da farsi. Sapeva che l'uso di quel nuovo meccanismo lo avrebbe delibitato. Ci avrebbe pensato dopo. Avrebbe recuperato le forze sul tetto, se era il caso di farlo. Prima di muoversi però pensò che avere una mappa del museo sarebbe potuta essere utile. Ma il cellulare era a casa. Una lezione da imparare. Prima di muoversi pianifica e non agire sempre d'istinto.

Ma questa volta avrebbe improvvisato.
Controllò la spada: carica e funzionante.
Controllò il fucile: carico e funzionante.

- Bene...attiviamo l'invisibilità e....andiamo...

Si mosse.

NON GDR
 
Descrizione potere Invisibilità:

3 Invisibilità -> muovere o agire senza essere visti.
                       Affaticante -> Manifestazione -1 Vigore
                       Debilitante -> Manifestazione -1 Salute
                       Esteso (x2)-> Influenza tutti i soggetti nelle vicinanze
                       Rango:3   Origine: E (teconologica)   Manifestazione: M   Vigore: 4   Salute: 1

mercoledì 7 gennaio 2015

CAVALIERI - 29/08/2032 - XXXXX

Si appoggiò al vetro della finestra, dal suo appartamento al 10° piano dello stabile in cui abitava ormai da un po'...
Il contatto del vetro freddo con la pelle lo fece rabbrividire, e subito sentì una sensazione nuova, probabilmente dovuta all'incidente...
Si staccò dal vetro, pur continuando a guardare fuori il panorama... un'ambulanza a sirene spiegate che si allontanava a gran velocità, l'arrivo di un treno alla stazione che si intravvedeva dietro al viale alberato, il consueto traffico del pomeriggio delle persone indaffarate o di rientro dal lavoro... una normalissima giornata come tante, insomma, a Rain City... ma per lui molto diversa! Come ormai sarebbero state diverse tutte le prossime giornate... Per distrarsi si sedette sul divano e accese il televisore, mentre in maniera sconnessa i suoi pensieri divagavano da un'emozione ad un'altra, da un'ansia ad un'altra, da una congettura ad un'altra... Arrestò lo zapping che stava facendo su un canale a caso: la giornalista di un telegiornale parlava di un'irruzione di gente armata al Museo di Storia Antica... la notizia lo fece soffermare a riflettere... si aprirono un turbinio di domande, pensieri, ipotesi...
Ma non poteva ancora dirimere tutti quei dubbi e quelle perplessità... Basta, doveva uscire e vedersi con qualche amico, farsi una birra, per scacciare le ansie che lo tormentavano.
Paul fece per uscire... poi si fermò, con riluttanza afferrò un cappellino con visiera in modo da non dare nell'occhio, quindi uscì nell'aria ancora calda del tardo pomeriggio, la mente percorsa da infiniti pensieri.

Non GDR

Non preoccupatevi, Mhone e Sceneggiatore, è solo un'introduzione che mi è venuta in mente... il resto con calma, si vedrà... Ora spazio di nuovo al grande Santhiago!!Ciao
Mauro

CAVALIERI - 29/08/2032 - Sceneggiatore - Cambio Scena


Tenendo costantemente il cellulare collegato alla diretta streaming del telegiornale di "RainC5", Mhone salì nuovamente in ufficio; una volta beccato il suo vicino di scrivania, finse un'improvvisa fuga di gas nella sua abitazione e riuscì a convincerlo a sostituirlo per qualche ora.
Quindi si scaraventò nuovamente fuori e prese a correre a più non posso verso casa; passarono alcuni minuti, prima che potesse scorgere il portone di vetro del suo vecchio palazzo.
Entrò, ancora di corsa, e si fiondò in discesa verso il primo piano interrato contenente le varie cantine degli alloggi; sfrecciando davanti al vano dell'ascensore, con la coda dell'occhio, intravide Ghiada al di là della stretta vetrata. Avrebbe voluto fermarsi, salutarla, parlare del più e del meno, forse, ma in cuor suo sapeva di non averne il tempo.

Alzò il portone di ferro della cantina e il caos tecnologico del suo laboratorio segreto lo invase con la solita freddezza grigiastra.
Controllò rapidamente il cellulare. La giornalista in studio stava parlando di qualcosa di totalmente inutile che, nemmeno volendo, sarebbe riuscito ad ascoltare davvero.
Con tutta la velocità della quale era capace, s'infilò la propria armatura, che iniziò a rispondere ai suoi movimenti con una serie di sibili e ticchettii capaci di infondergli un'enorme sicurezza di sé; un'ultima occhiata all'equipaggiamento, quindi si infilò sfrecciando verso il tunnel segreto al di sotto del palazzo, procedendo per diversi attimi lungo le fogne della città.


In "perfetto orario", attraversando le vie oscure e umide della rete di scarico al di sotto di Rain City, Santhiago sbucò in un vicoletto poco illuminato a pochi metri dall'entrata del Museo di Storia Antica.
Diversi cittadini spinti dalla propria solita, morbosa, curiosità si accalcavano in direzione dell'enorme struttura, davanti alla quale si erano appostate ben quattro volanti della Polizia locale, con più del doppio di agenti armati che si avvicendavano tra di esse: nel bel mezzo del picchetto, un uomo di mezza età con un paio di occhiali scuri e un completo marrone, stava parlando al telefono, mentre agitava, gesticolando, un piccolo megafono.


NON GDR
Ecco qui il "Cambio Scena"; ci siamo spostati dal luogo di lavoro di Mhone (puntino viola nella mappa), a casa sua (puntino rosso nella mappa) al Museo di Storia Antica (stella gialla nella mappa).
Che cosa sceglierà di fare, Santhiago? Come approccerà la situazione, come entrerà nel Museo?
La foto dell'entrata della struttura è, ovviamente, esplicativa.
Ah, lo so. "RainC5" è un nome orribile per un canale tv... ma è l'unico che mi è venuto in mente!

martedì 6 gennaio 2015

CAVALIERI - 29/08/2032 - SANTHIAGO

Mhone era rimasto impietrito.
Ora non stava più pensando alla macchia sulla sua camicia.
Ora stava pensando a perchè uno dovesse chiamarsi "il Terzo". Era il terzo in una scala gerarchica? era il terzo di tanti figli? 

Poi la sua mente tornò nel mondo reale e sentì il rumore dell'acqua della fontana di fronte a lui. Poi il vociare della gente.

Poi di nuovo la sua mente iniziò a vagare, e lui sempre lì fermo, con il cellulare ancora all'orecchio.

Questo tizio sa di me e della mia armatuta. Ma come? Come è possibile? Eppure sono stato attento. Sono appena uscito qualche volta.

- Merda, merda,... e ora? -

Qualcuno stava battendo sulla sua spalla. La cosa lo riportò indietro.

<< Oh mi scusi, prego, beva pure... >> disse al tizio con la tuta da ginnastica che correva nel parco a mezzogiorno sotto un tale caldo.

Si guardò intorno, per cercare di capire se qualcuno lo stesse osservando.

Intanto con il cellulare si collegò al canale streaming della TV locale per capire se davvero ci fosse qualche problema al Museo, o se fosse solo una bufala.

NON GDR
  • Guardandomi intorno noto nessuno di particolare che potrebbe insospettirmi?
  • Mi sono immaginato una TV locale che manda in diretta le immagini di tutto quello che succede in città. Se la cosa non piace, cancello l'ultima parte senza problemi?
  • Ultima domanda: nel caso dovessi andare a casa mia a prendere l'armatura e poi dovessi andare al Museo a dare un'occhiata, quanto tempo ci metterei?

lunedì 5 gennaio 2015

CAVALIERI - 29/08/2032 - Sceneggiatore

Per qualche lungo istante, dall'altra parte della conversazione non arrivò altro che il suono distorto di un'interferenza, basso ma ridondante.
Quindi, nelle orecchie di Mhone (ancora distratto dalla macchia di sugo e dai suoi tentativi di rimuoverla), esplose una voce greve e distinta, per lui totalmente irriconoscibile.


- Buongiorno, Santhiago. - disse la voce con lentezza. - Comprendo che questo nome e questa telefonata possano lasciarti basito, ma ti chiedo di mantenere la calma. Di certo non vuoi insospettire la gente che ti circonda. -

Una nuova pausa sfrigolante, quindi il misterioso interlocutore riprese.

- Mi dispiace interromperti nel bel mezzo di... qualcosa, ma al Museo di Storia Antica sono richieste le particolari capacità della tua armatura: un gruppo di mercenari armati ha appena fatto irruzione prendendo degli ostaggi. -

- Un ultima cosa, visto che probabilmente ci sentiremo ancora. Puoi chiamarmi "Il Terzo". -

Senza nessun altro suono, il fastidio ronzio dell'interferenza si interruppe improvvisamente.

CAVALIERI - 29/08/2032 - SANTHIAGO

La pausa pranzo era uno dei suoi momenti preferiti. Nonostante gli piacesse il suo lavoro in centro, nonostante gli paicesse il suo lavoro da pigiatasti informatico, la pausa pranzo all'aria aperta aveva quel non so che di corroborante. Qualcosa che lo ricaricava. E la calura opprimente, non era poi così importante. 
Addentò con disinvoltura il suo hamburger, per niente impaurito che qualche salsa schizzasse sulla camicia bianca; si riteneva ormai un professione del genere e non un pivello alle prime armi.
D'improvviso gli venne in mente la sua ultima uscita notturna, due notti addietro, quando sventò un tentativo di rapina ad un negozio di liquori aperto tutta la notte. Gli vennero in mente alcune scene di alcuni fumetti che aveva letto chissà quando. 
- Devo ripromettermi di rileggerli, chissà che io non possa prendere spun... - pensò.


Il telefono che teneva nella borsa a tracolla, che portava sempre con sè, suonò all'improvviso. La cosa lo colse immerso nei proprio pensieri che lo fece trasalire. Ecco una cosa che un professionista del cibo spazzatura non può controllare. Una macchia di salsa abbandonò il panino per depositarsi proprio nel bel mezzo della camicia bianca.

- Merda, merda... - pensò Mhone, mentre prendeva il cellulare.

- Merda, merda... - pensò mentre osservava il display del cellulare che recava la digitura "NUMERO SCONOSCIUTO".

 - Merda, merda... - pensava mentre rispondeva "Pronto?" al cellulare, tenuto in equilibrio tra la spalla destra e la guancia, cercando di lavare via dall'immacolata camicia la salsa rossastra che sembrava sangue. Sangue che colava copioso dal suo petto.


domenica 4 gennaio 2015

CAVALIERI - 29/08/2032 - Sceneggiatore


E' una soleggiata mattinata di fine agosto, quella che sta vivendo Rain City oggi: la calura del mezzogiorno si alza dall'asfalto delle strade rendendolo simile a magma indurito, spingendo la miriade di impiegati che si aggira come formiche  su di esse sull'orlo dell'insolazione.

Tra la massa di cravatte scure e camice bianche con le maniche alzate fino ai gomiti, una figura particolare spicca tra le altre.
E' un uomo gracile, con corti capelli scuri e il volto ben rasato che, seduto sul bordo di una fontana nel parchetto antistante l'azienda in cui lavora come ingegnere, sta addentando un gigantesco hamburger ricolmo di pomodoro, insalata, maionese e tofu: è Mhone, alter-ego del vigilante notturno Santhiago, che da qualche notte sta sventando piccoli reati in giro per le strade più malfamate della metropoli.

Si sta prendendo la sua "classica" pausa pranzo, un'abitudine maturata ben prima di quella che lo spinge ogni notte a infiltrarsi nell'oscurità per proteggere i deboli e gli indifesi, si sta rilassando, insomma... quando all'improvviso la suoneria del suo cellulare esplode con il proprio solito trillo acuto.

NON GDR
"Cavalieri" è un'avventura singola con protagonista il personaggio di Santhiago, il primo a essere stato completato dai nostri giocatori servirà a esplorare le meccaniche base del gioco... e a iniziare a salvare la città dal crimine!

martedì 30 dicembre 2014

DAL DIARIO DI SANTHIAGO

Domenica 22 agosto 2032

Come i cavalieri di un tempo ormai obliato, mi accingo a scrivere qui la mia storia. A tenere traccia di cosa faccio e di cosa mi succede. Lo faccio anche perché tutto questo mi spaventa. Mentre i miei amici escono con le loro ragazze, io esco con la mia armatura per… per cosa? Perché lo faccio?
Ho bisogno di scrivere per ricordare, per capire, per…
Tutto è iniziato diverse notti fa.
Dapprima semplici e brutti sogni. Poi i sogni hanno iniziato a popolarsi sempre più spesso dell’effige del lupo rosso. La stessa che ho dipinto sull’armatura. Ieri notte credo di essere sceso nello scantinato almeno 5 volte a controllare che l’armatura fosse integra e che non ci fossero problemi.
Questa notte non ho resistito. Il richiamo è stato troppo forte. Ho ceduto. Non mi ricordo nemmeno di essere sceso, di averla indossata, e di aver percorso il breve cunicolo fino all’uscita nascosta. Ero per strada ed in un istante mi sono ritrovato sul tetto del mio palazzo ad osservare l’imponente skyline di Rain city.
Sono rimasto diverso tempo fermo, in silenzio, ad ascoltare il mio battito del cuore. Poi il battito del cuore della città, il mio e quello di questo quartiere, sono entrati in risonanza.
Il puzzo, l’odore del sangue dell’uomo che ho ucciso, misto a quello della spazzatura hanno riempito le mie narici. La sozzura. Questa città urla. Urla il suo dolore verso il cielo. Questa città ha perso tutto. Ha smarrito la via. Si è lasciata corrompere da idoli che da secoli bramano l’animo umano. Questa città ha bisogno di me. Questa città ha bisogno di essere protetta da se stessa.
Uno stupro e due tentativi di rapina sventati sono il bottino di questa notte. Il messaggio arriverà forte e chiaro alla malavita. Ne sono sicuro. Inizieranno a temere l’effige del lupo rosso.
Sono le quattro di mattina e sta piovendo. Sento rincasare Ghiada, la mia vicina di casa. Avrà fatto serata con le amiche. Chissà se un giorno potrò raccontarle cosa sto facendo e chi sono.
Sono le quattro di mattina e tra poco una nuova alba si alzerà su Rain City.
La mia crociata è appena cominciata!