Paul rimase all'interno dell'atrio fino a quando il rumore dei passi rapidi della giovane studentesse non scomparve del tutto.
Riprese fiato, cercando di fare mente locale e di gettare un po' di luce sulla situazione, ma invano: era ancora tutto terribilmente confuso, terribilmente incerto.
Quando fu finalmente sicuro che la ragazza avesse preso le distanze dai corpi senza forze delle creature rachitiche che aveva messo ko qualche istante prima, Paul lasciò l'atrio e uscì fuori, nel giardino antistante la struttura dell'università.
Scoprì che la maggior parte degli alunni e del personale presente all'interno del perimetro universitario occupavano la strada oltre il cancello principale, in una calca ansiosa, spaventata e in alcuni casi sanguinante; pur dalla distanza cui si trovava, Paul riuscì a percepire le voci di diversi suoi professori, come anche di Jamie e Jack: nel marasma di suoni, le sue piccole antenne (ancora nascoste sotto il cappellino da baseball) vibrarono quando diversi alunni cominciarono a parlare della "creatura fuggita nelle fogne".
Abbassandosi ancora di più il cappello sugli occhi, Paul percorse la stradina ciottolata che portava al centro del parchetto e poi al cancello d'entrata, per raggiungere i compagni e gli amici. Fu Jack a vederlo per primo: si mise a urlare in sua direzione, e a lui si unirono diversi altri studenti e professori.
Non appena ebbe messo piede nel cerchio di pietra bianca nel bel mezzo del parchetto, le sue antenne si misero a vibrare con più intensità del normale.
Si voltò di scatto verso la struttura dell'università, giusto in tempo per vedere una delle finestre del secondo piano esplodere in una cascata di frammenti di vetro, e una figura mostruosa e gigantesca affacciarsi attraverso di essa tenendo in braccio il corpo svenuto del rettore dell'università, Bruce Keypall.
L'essere era di gran lunga diverso da quelli con cui Paul aveva appena avuto a che fare.
Era alto almeno due metri e mezzo, con un corpo massiccio e muscoloso ricoperto di una folta peluria chiazzata simile a quella di una iena; aveva due orecchie ritte, un muso canino con cui fiutava l'aria e un lungo pizzo affusolato al di sotto della mascella.
La creatura balzò dal secondo piano fino al parco al di sotto senza alcuna difficoltà, appoggiando poi il corpo di Keypall sull'erba del parchetto e lanciandosi in una rapida corsa "a quattro zampe" verso il cancello d'entrata dell'ateneo. La folla di insegnanti e alunni al di fuori esplose in un urlo terrorizzato, ma l'essere sfruttò la rincorsa per spiccare un balzo straordinario al di sopra di essa, per atterrare dall'altra parte della strada e scomparire poi alla vista nel bel mezzo del traffico.
NON GDR
Una nuova creatura si è mostrata... e sembra avete tutto tranne che buone intenzioni!
Paul, sei al centro del parchetto e piano piano studenti e insegnanti che prima erano all'esterno del perimetro dell'università si stanno avvicinando (a te, ma soprattutto al corpo del rettore).
Che cosa fai?
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mercoledì 4 marzo 2015
lunedì 2 febbraio 2015
INCOMPLETI - 31/08/2032 - Sceneggiatore: Cambio scena
Duke impiegò circa venti minuti per raggiungere la struttura del "laboratorio F" dal proprio appartamento, utilizzando la metropolitana automatizzata di Rain City: venti, lunghi minuti, dei quali maledisse ogni lento istante, mentre in superficie sapeva farsi sempre più rade le abitazioni della zona medio-borghese in cui abitava (come la maggior parte degli abitanti), lasciando il posto alle strutture squadrate e ben distanti l'una dall'altra che caratterizzavano l'area industriale.
Il viaggio, però, lo aiutò a ricordare con un po' più di precisione l'ubicazione del "laboratorio F", ovvero un comunissimo stabile a pochi passi dall'insenatura più ampia della città, e quando la metropolitana raggiunse la fermata più vicina, scese e ritornò in strada rapidamente, coprendo poi quasi di corsa l'isolato che ancora lo separava dalla struttura di ricerca... rimanendo dall'altra parte della strada per osservare la situazione.
Davanti all'entrata del laboratorio, 5 uomini con lunghi camici bianchi si aggiravano evidentemente nel panico.
Un paio passeggiavano in circolo, lentamente, cercando di riprendere fiato e di razionalizzare quello che era appena successo (stando ai loro volti spaventati, qualcosa di molto grave), mentre gli altri parlottavano tra di loro sforzandosi per tenere la voce bassa; Duke non riuscì a comprendere del tutto i loro discorsi, dalla distanza cui si trovava, ma stavano sicuramente dibattendo su come comportarsi adesso.
Per il resto, la struttura del laboratorio, bassa e larga e sviluppata per la maggior parte nel sottosuolo come la maggior parte delle costruzioni delle "Logan Industries", era placidamente addormentata dietro di loro, silenziosa.
NON GDR
Bene, cambiamo scena, e dall'abitazione di Duke raggiungiamo il "laboratorio F": il viaggio è quello segnato sulla mappa generica a inizio post (il puntino azzurro è l'abitazione, quello verde il laboratorio, quelli viola le fermate della metro).
L'immagine del laboratorio è a puro scopo esemplificativo.
Duke, immaginatelo di un solo piano e dovresti esserci.
giovedì 8 gennaio 2015
CAVALIERI - 29/08/2032 - SANTHIAGO
- Bene ci siamo - pensò Santhiago.
La tensione lo stava divorando. Ora che fare? Sicuramente voleva agire di nascosto da tutto e tutti. Non voleva farsi pubblicità. Troppo pericolosa. Un'arma a doppio taglio.
- Tutti quei fumetti Marvel che ho letto almeno sono serviti a qualcosa -
- Il tetto. Ogni museo che si rispetti ha un ingresso sul tetto. Almeno nei fumetti ce n'è sempre uno... -
Sorrise a quel pensiero un poco stupido. Ma decise che valeva la pena provarci. Era la prima volta che avrebbe usato il meccanismo che gli avrebbe garantito di non essere visto (sotto trovi le caratteristiche del potere Invisibilità).
L'idea era molto semplice. Usando il potere dell'invisibilità avrebbe raggiunto il tetto del museo. Poi in base a quello che avrebbe trovato avrebbe deciso il da farsi. Sapeva che l'uso di quel nuovo meccanismo lo avrebbe delibitato. Ci avrebbe pensato dopo. Avrebbe recuperato le forze sul tetto, se era il caso di farlo. Prima di muoversi però pensò che avere una mappa del museo sarebbe potuta essere utile. Ma il cellulare era a casa. Una lezione da imparare. Prima di muoversi pianifica e non agire sempre d'istinto.
Ma questa volta avrebbe improvvisato.
Ma questa volta avrebbe improvvisato.
Controllò la spada: carica e funzionante.
Controllò il fucile: carico e funzionante.
- Bene...attiviamo l'invisibilità e....andiamo... -
Si mosse.
NON GDR
Descrizione potere Invisibilità:
3 Invisibilità -> muovere o agire senza essere visti.
Affaticante -> Manifestazione -1 Vigore
Debilitante -> Manifestazione -1 Salute
Esteso (x2)-> Influenza tutti i soggetti nelle vicinanze
Rango:3 Origine: E (teconologica) Manifestazione: M Vigore: 4 Salute: 1
Affaticante -> Manifestazione -1 Vigore
Debilitante -> Manifestazione -1 Salute
Esteso (x2)-> Influenza tutti i soggetti nelle vicinanze
Rango:3 Origine: E (teconologica) Manifestazione: M Vigore: 4 Salute: 1
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mercoledì 7 gennaio 2015
CAVALIERI - 29/08/2032 - XXXXX
Si appoggiò al vetro della finestra, dal suo appartamento al 10° piano dello stabile in cui abitava ormai da un po'...
Il contatto del vetro freddo con la pelle lo fece rabbrividire, e subito sentì una sensazione nuova, probabilmente dovuta all'incidente...
Si staccò dal vetro, pur continuando a guardare fuori il panorama... un'ambulanza a sirene spiegate che si allontanava a gran velocità, l'arrivo di un treno alla stazione che si intravvedeva dietro al viale alberato, il consueto traffico del pomeriggio delle persone indaffarate o di rientro dal lavoro... una normalissima giornata come tante, insomma, a Rain City... ma per lui molto diversa! Come ormai sarebbero state diverse tutte le prossime giornate... Per distrarsi si sedette sul divano e accese il televisore, mentre in maniera sconnessa i suoi pensieri divagavano da un'emozione ad un'altra, da un'ansia ad un'altra, da una congettura ad un'altra... Arrestò lo zapping che stava facendo su un canale a caso: la giornalista di un telegiornale parlava di un'irruzione di gente armata al Museo di Storia Antica... la notizia lo fece soffermare a riflettere... si aprirono un turbinio di domande, pensieri, ipotesi...
Ma non poteva ancora dirimere tutti quei dubbi e quelle perplessità... Basta, doveva uscire e vedersi con qualche amico, farsi una birra, per scacciare le ansie che lo tormentavano.
Paul fece per uscire... poi si fermò, con riluttanza afferrò un cappellino con visiera in modo da non dare nell'occhio, quindi uscì nell'aria ancora calda del tardo pomeriggio, la mente percorsa da infiniti pensieri.
Non GDR
Non preoccupatevi, Mhone e Sceneggiatore, è solo un'introduzione che mi è venuta in mente... il resto con calma, si vedrà... Ora spazio di nuovo al grande Santhiago!!Ciao
Mauro
Il contatto del vetro freddo con la pelle lo fece rabbrividire, e subito sentì una sensazione nuova, probabilmente dovuta all'incidente...
Si staccò dal vetro, pur continuando a guardare fuori il panorama... un'ambulanza a sirene spiegate che si allontanava a gran velocità, l'arrivo di un treno alla stazione che si intravvedeva dietro al viale alberato, il consueto traffico del pomeriggio delle persone indaffarate o di rientro dal lavoro... una normalissima giornata come tante, insomma, a Rain City... ma per lui molto diversa! Come ormai sarebbero state diverse tutte le prossime giornate... Per distrarsi si sedette sul divano e accese il televisore, mentre in maniera sconnessa i suoi pensieri divagavano da un'emozione ad un'altra, da un'ansia ad un'altra, da una congettura ad un'altra... Arrestò lo zapping che stava facendo su un canale a caso: la giornalista di un telegiornale parlava di un'irruzione di gente armata al Museo di Storia Antica... la notizia lo fece soffermare a riflettere... si aprirono un turbinio di domande, pensieri, ipotesi...
Ma non poteva ancora dirimere tutti quei dubbi e quelle perplessità... Basta, doveva uscire e vedersi con qualche amico, farsi una birra, per scacciare le ansie che lo tormentavano.
Paul fece per uscire... poi si fermò, con riluttanza afferrò un cappellino con visiera in modo da non dare nell'occhio, quindi uscì nell'aria ancora calda del tardo pomeriggio, la mente percorsa da infiniti pensieri.
Non GDR
Non preoccupatevi, Mhone e Sceneggiatore, è solo un'introduzione che mi è venuta in mente... il resto con calma, si vedrà... Ora spazio di nuovo al grande Santhiago!!Ciao
Mauro
CAVALIERI - 29/08/2032 - Sceneggiatore - Cambio Scena
Tenendo costantemente il cellulare collegato alla diretta streaming del telegiornale di "RainC5", Mhone salì nuovamente in ufficio; una volta beccato il suo vicino di scrivania, finse un'improvvisa fuga di gas nella sua abitazione e riuscì a convincerlo a sostituirlo per qualche ora.
Quindi si scaraventò nuovamente fuori e prese a correre a più non posso verso casa; passarono alcuni minuti, prima che potesse scorgere il portone di vetro del suo vecchio palazzo.
Entrò, ancora di corsa, e si fiondò in discesa verso il primo piano interrato contenente le varie cantine degli alloggi; sfrecciando davanti al vano dell'ascensore, con la coda dell'occhio, intravide Ghiada al di là della stretta vetrata. Avrebbe voluto fermarsi, salutarla, parlare del più e del meno, forse, ma in cuor suo sapeva di non averne il tempo.
Alzò il portone di ferro della cantina e il caos tecnologico del suo laboratorio segreto lo invase con la solita freddezza grigiastra.
Controllò rapidamente il cellulare. La giornalista in studio stava parlando di qualcosa di totalmente inutile che, nemmeno volendo, sarebbe riuscito ad ascoltare davvero.
Con tutta la velocità della quale era capace, s'infilò la propria armatura, che iniziò a rispondere ai suoi movimenti con una serie di sibili e ticchettii capaci di infondergli un'enorme sicurezza di sé; un'ultima occhiata all'equipaggiamento, quindi si infilò sfrecciando verso il tunnel segreto al di sotto del palazzo, procedendo per diversi attimi lungo le fogne della città.
In "perfetto orario", attraversando le vie oscure e umide della rete di scarico al di sotto di Rain City, Santhiago sbucò in un vicoletto poco illuminato a pochi metri dall'entrata del Museo di Storia Antica.
Diversi cittadini spinti dalla propria solita, morbosa, curiosità si accalcavano in direzione dell'enorme struttura, davanti alla quale si erano appostate ben quattro volanti della Polizia locale, con più del doppio di agenti armati che si avvicendavano tra di esse: nel bel mezzo del picchetto, un uomo di mezza età con un paio di occhiali scuri e un completo marrone, stava parlando al telefono, mentre agitava, gesticolando, un piccolo megafono.
NON GDR
Ecco qui il "Cambio Scena"; ci siamo spostati dal luogo di lavoro di Mhone (puntino viola nella mappa), a casa sua (puntino rosso nella mappa) al Museo di Storia Antica (stella gialla nella mappa).
Che cosa sceglierà di fare, Santhiago? Come approccerà la situazione, come entrerà nel Museo?
La foto dell'entrata della struttura è, ovviamente, esplicativa.
Ah, lo so. "RainC5" è un nome orribile per un canale tv... ma è l'unico che mi è venuto in mente!
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