martedì 27 gennaio 2015

CAVALIERI - 29/08/2032 - Sceneggiatore

Santhiago si lanciò alla carica, abbattendo i pesanti stivali della propria armatura potenziata sull'asfalto urbano con violenza, e facendo rimbombare vistosamente i propri passi: a ogni riverbero dello scontro tra il manto stradale e l'acciaio, il suo cuore aveva un sobbalzo.
Nelle prime notti che aveva passato "di pattuglia", aveva scoperto l'eccitante sensazione dell'incutere paura nei piccoli criminali del suo quartiere provenendo dalle ombre... ma doveva ammetterlo, far sapere loro che stava arrivando poteva essere altrettanto soddisfacente.
Quando raggiunse l'inizio della scalinata che portava al seminterrato, vide distintamente la figura di Kevin Logue oltre l'uscio.
Aveva abbandonato il giubbotto antiproiettile e gran parte dell'equipaggiamento che aveva mostrato al Museo, e portava ora semplicemente una canottiera bianca, che ne accentuava ancora di più il torso muscoloso; guardava esterrefatto in sua direzione, esattamente come lo scagnozzo ferito, che aprì la bocca incredulo, lasciando per la prima volta da quando si era rialzato dal salone del Museo la mano stretta sulla spalla destra ferita.
Santhiago non accennò a rallentare il passo, superando di volata la scalinata.
Immediatamente, Kevin si rifugiò all'interno del seminterrato, allontanandosi il più possibile dall'uscio. Lo scagnozzo non fu così fortunato e l'intera massa in armatura del vigilante gli venne addosso, sbalzandolo dentro la stanza e schiacciandone il corpo contro la struttura di ferro arrugginito di un'esile balaustra.


Quando Santhiago si riebbe dall'urto e si guardò attorno, comprese di star guardando lo spoglio covo di Kevin e della banda di rapinatori da un piccolo pianerottolo rialzato. Oltre la balaustra contro cui era accasciato il corpo senza forze (forse senza vita?) dello scagnozzo ferito, si trovavano semplicemente una larga scrivania di legno con sei sedie, un gran numero di scatoloni di carta aperti, una rastrelliera che probabilmente conteneva l'equipaggiamento e le armi per il colpo al Museo e un materasso grigiastro con sopra una coperta di lana infeltrita e una grossa valigia nera chiusa: ogni cosa era illuminata, a parte che dalla luce del giorno proveniente dalla porta aperta, anche da una serie di piccoli faretti al neon. La poca luce rende a malapena visibili una serie di scartoffie al di sopra della scrivania.
Kevin si trovava a poca distanza dal materasso, in piedi e con lo sguardo fisso sull'eroe, un'espressione furiosa sul volto.

- Ma chi diavolo sei? Hai mandato a monte il colpo... non credi di aver già fatto abbastanza, per mettermi nei guai? -

Mentre parlava, arretrava lentamente verso il materasso.

- Tu non ti rendi conto. Quando LORO sapranno che cos'è successo alla Pietra delle Ere verranno qui, in città. E voi non questo non lo volete. -


NON GDR
Interessante sviluppo!
Spero la piantina "casereccia" del seminterrato possa risultare sufficientemente utile per comprendere le posizioni; ovviamente il pallino verde sei tu, Santhiago, mentre quello rosso è Kevin.

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