martedì 24 marzo 2015

IMPRINTING - 30/08/2032 - Sceneggiatore

Roark ascoltò il lungo discorso di Paul respirando sempre più a fondo per mantenere il controllo delle proprie emozioni.
Quel ragazzo non era diverso da lui soltanto in senso fisico.
Aveva qualcosa che, a lui, i lunghi anni di isolamento e l'esperienza avevano cancellato del tutto: la convinzione che la giustizia degli uomini fosse davvero il più grande dei valori da difendere.
Quando Paul ebbe terminato la sua filippica, l'ibrido uomo-iena mostrò i denti e rise sommessamente, una risata selvaggia e inquietante, assolutamente priva di qualsiasi divertimento.

- Malvagità? Una montagna che crolla dopo essere stata ridotta a un colabrodo dall'attività dell'uomo è forse malvagia? Senza violenza, senza rabbia, senza dolore, la natura non può insegnare nulla... è una legge che va ben oltre quelle dei semplici umani. -

Si avvicinò lentamente a Paul, tendendogli una delle sue due grosse zampe per farlo alzare e guardandolo dritto negli occhi.

- Ora tu sei qualcosa di più di tutti loro. Non appartieni alla loro società, al loro mondo: gli uomini fiutano il diverso meglio di come possa farlo io, e non riuscirai ad assomigliare a loro ancora per molto. Presto ti cacceranno, come hanno fatto con me. Risparmiati la fatica e unisciti alla mia... tribù fin da ora. -


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